martedì 10 maggio 2016

Le zie improbabili


Le zie improbabili

Ci sono delle zie davvero speciali che vivono su un’isoletta in mezzo al mare occupandosi delle creature che la abitano: a un certo punto della loro vita comprendono che sia giunto il momento di cercare degli eredi meritevoli, dei bambini che dovranno sostituirle nei loro compiti quando loro non ci saranno più.
Come fare? Bhe, basta rapirli!
Non è una cosa bella rapire i bambini, vero?
Sì, se ne accorgono subito le zie: si imbattono di continuo in bambini e bambine lagnosi, viziati e dispettosi che non fanno altro che frignare e lamentarsi… di certo non vogliono rapire dei bambini così indisponenti!
Rapire bambini è un compito arduo e le zie lo sanno bene: dopo una estenuante ricerca “scelgono” qualcuno di degno, degno di essere salvato da una famiglia orribile e indifferente.
Minette e Fabio arrivano dunque sull’isola: all’inizio sono sconvolti dal rapimento, ma man mano che passa il tempo capiscono di essere stati rapiti nel profondo, da quest’isola meravigliosa e dai suoi straordinari abitanti.
Prendersi cura della Natura è tutto ciò che desiderano e sentirsi ricambiati dell’affetto incondizionato che donano quotidianamente li farà sentire importanti, come non si sono mai sentiti.
Riusciranno le famiglie distratte a ritrovarli?
Come faranno a strapparli all’isola?
Tra animali fantastici, pensieri ecologisti e amore universale, Eva Ibbotson ci porta a riflettere su quali siano le cose importanti su cui basare la nostra esistenza.
Da leggere assieme ai propri bambini per riflettere insieme.

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2001
276 pagine
8,50 euro

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BEST (2)
QUESTO LIBRO E’ STATO DONATO DALLE MAMME CHE LEGGONO



venerdì 6 maggio 2016

Io ci sono e tu? – giovedì 21 aprile 2016 Scopriamo lo SNOWBOARD

Io ci sono e tu? – giovedì 21 aprile 2016
Scopriamo lo SNOWBOARD

Giovedì 14 aprile Giacomo e Anas del Servizio Civile ci hanno parlato di SNOWBOARD.
Il primo snowboard moderno è considerato lo snurfer (nome che fonde snow e surfer), costruito dall'ingegnere Sherman Poppen per far divertire i figli.
L'intento iniziale dell'ingegnere era di produrre una versione casalinga del monosci.
I suoi figli lo "cavalcavano" trasversalmente dando così l'idea di surfisti sulla neve e così l'inventore pensò di adattare un vero surf da onda aggiungendo dei bordi metallici e di brevettare l'attrezzo col nome, appunto, di snurfer.
Durante gli anni settanta e ottanta diversi progettisti rimaneggiarono lo snurfer creando vari modelli con nomi diversi.
Alcune migliorie resero gli snurfer più manovrabili, come cinghie per i piedi e flex migliorati, ma fu solo dopo anni di ricerche che il giocattolo diventò un attrezzo sportivo.
Fu una visita di Burton in Austria ad alcune aziende sci che accese l'intuizione: la tavola doveva necessariamente prendere spunto da questa tecnologia per fare il passo decisivo.
Soletta in P-Tex prima, costruzione sandwich e lamine poi, portarono lo snowboard verso l'età adulta e lo proiettarono al di fuori dei campi innevati e verso le stazioni sciistiche. 
Fondamentale fu l'invenzione di Jeff Grell, all'inizio anni ottanta, di uno spoiler posteriore per l'attacco, che permetteva la conduzione della tavola sulla neve ghiacciata, grazie ad un feeling e ad una risposta decisamente migliori.
Esistono due fondamentali distinzioni che nascono dalla tipologia di attrezzatura utilizzata: il soft e l'hard.

Soft significa uso di attrezzatura morbida, ovvero scarponi cedevoli e deformabili, tavole flessibili e bidirezionali, attacchi permissivi e tendenzialmente elastici.
All'interno di questa categoria possiamo distinguere due principali specialità: il freestyle e il freeride.
Hard significa invece uso di attrezzatura rigida: è la disciplina maestra dello snowboard a livello di tecnica e conduzione della tavola in pista.
Praticato su neve ben battuta come sulle piste sciistiche, questo stile richiede scarponi rigidi simili a quelli utilizzati nello sci alpino e tavole direzionali più rigide di quelle usate per gli altri stili: la sua espressione agonistica è lo slalom.
Come altri sport invernali, lo snowboard comporta un certo livello di rischio. Il tasso di infortuni fra gli snowboarder è circa il doppio rispetto a quello fra gli sciatori.
Gli snowboarder esperti hanno meno probabilità di infortunarsi, ma le conseguenze tendono a essere più gravi.
Il rischio di urti alla testa è 6 volte superiore che per gli sciatori, con la tendenza a essere più rare, ma più gravi, fra gli snowboarder avanzati. 
Gli urti alla testa possono essere la conseguenza di una collisione o di un errore in una manovra di curva. Quest'ultima può causare allo snowboarder un urto violento della nuca contro la superficie della pista.
L'uso del casco è obbligatorio per i minori di 14 anni.
Anche l'uso di adeguati occhiali è importante, in quanto il riverbero della neve può causare gravi danni alla vista.

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FONTI:
https://it.wikipedia.org/wiki/Snowboard
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